TAMAT INCORAGGIA UN’AZIONE SINERGICA TRA LE ORGANIZZAZIONI DELLA SOCIETÀ CIVILE (OSC) BURKINABÉ E LE ONG ITALIANE DI BASE IN BURKINA FASO

  • 20 07 2018
Bio Ristorante di Koubri. Koubri, 13/07/2018

Bio Ristorante di Koubri. Koubri, 13/07/2018

Piero Sunzini - Direttore di Tamat ONG. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Piero Sunzini - Direttore di Tamat ONG. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Denisa R. Savulescu - Capo progetto RASAD. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Denisa R. Savulescu - Capo progetto RASAD. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Wendy Lenarduzzi - Rappresentante paese dell'ONG Mani Tese. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Wendy Lenarduzzi - Rappresentante paese dell'ONG Mani Tese. Bio Ristorante di Koubri, 13/07/2018

Koubri, una cittadina rurale situata a 20 km da Ouagadougou, ha ospitato venerdì 13 luglio una cinquantina di attori impegnati nello sviluppo, tra capi progetto, referenti di ONG italiane, personalità locali e associazioni partner operanti nel sociale, per la maggior parte, in agroecologia.

La tavola rotonda di ONG italiane che lavorano in agroecologia, dal titolo: ”La cooperazione allo sviluppo italo-burkinabé: valorizzazione e condivisione delle competenze delle OSC locali", si è tenuta in un momento caratterizzato da carenza di pioggia e degradazione del suolo.

L’incontro è stato organizzato da Tamat, che si sta già occupando di questa problematica con il progetto "Reti di acquisto per la sicurezza alimentare con il sostegno della diaspora burkinabé d’Italia" (RASAD AID 10912). Più di 300 beneficiari di microcredito, per lo più donne, praticano agricoltura biologica con la tecnica della “butte sandwich” (aiuola a cumulo).

Il Ristorante comunitario-pedagogico dell’Associazione Watinoma - all’interno del Centro Culturale “Stone House", uno dei gioielli del progetto RASAD- ha fatto da cornice per l’incontro; alla stregua del ristorante "La Jardinière" dell’associazione ICCV/Nazemse a Cissin (Ouagadougou), anch’esso un fiore all'occhiello del progetto RASAD.

Alla tavola rotonda, il vice sindaco di Koubri, Jérôme ZANGRE, in rappresentanza del primo cittadino, ha dato il benvenuto a tutti i partecipanti, ribadendo di sentirsi onorato nel poter ospitare l’iniziativa, fiducioso nello sviluppo di una strategia condivisa tra le ONG italiane operanti in Burkina Faso.

Piero SUNZINI, direttore di Tamat, prendendo la parola, ha ringraziato tutti i partecipanti: «la vostra presenza», ha affermato «dimostra l’interesse che vi ha portati a prendere parte a questa tavola rotonda, voluta proprio in questo clima conviviale, di presa di contatti, condivisione e scambio di buone pratiche. I progetti sono diversi», ha aggiunto, «ma gli obiettivi perseguiti sono gli stessi». Per una maggiore efficienza, ciò che è auspicabile è un’azione condivisa e sinergica delle differenti ONG italiane operanti nell’agroecologia, ha voluto precisare Piero SUNZINI.

Sono poi intervenuti per presentare la struttura delle loro associazioni e i propri progetti: Neebewendin KOUAD (Coordinatrice locale del progetto RASAD), Hado IMA (responsabile del Bio Risorante di Koubri e membro della diaspora burkinabé d’Italia), Denisa SAVULESCU (Rappresentante paese di Tamat), Wendy LENARDUZZI (rappresentante paese di MANI TESE), Ousmane SILGA (rappresentante di CIAI, organizzazione partner di Tamat), Valérie FRANCISQUET (rappresentante paese ACRA), il Consiglio Nazionale dell'Agricoltura Biologica (CNABio), Larissa TOE (Croix Rouge Burkinabé), Mamadou SANOGO (ONG CIPA), Jean Marie KOUALGA (Slow Food), Elie OUEDRAOGO (TEWEND AGRO) e Adama Marc GUIRE (rappresentante di IPD-AOS).

Gli interventi hanno mostrato la volontà dei vari attori presenti di promuovere l'agroecologia. Tre ore intense intorno a questioni focali, quali l’accesso all'acqua, alla terra e alle materie prime naturali. Sono state proposte alcune strade da percorrere e, come ribadito da Denisa SAVULESCU, «la riflessione deve continuare».

Il direttore di Tamat, Piero SUNZINI, ha concluso con queste parole: «Soli si va veloci, ma è solo insieme che si può andare lontani», e alla sua proposta di istituire un coordinamento delle ONG italiane impegnate in agroecologia, i partecipanti si sono mostrati unanimi nell’accoglierla positivamente. L’incontro non poteva che concludersi su queste note di soddisfazione, proseguendo la discussione intorno a un bel pranzo con menu biologico.

Aggiungi un commento