UN MIGRANTE RITORNO IN BURKINA FASO

  • 30 07 2019
Boukare Nikiema e Denisa R. Savulescu, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

Boukare Nikiema e Denisa R. Savulescu, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

 Boukare Nikiema all'interno del suo pollaio, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

Boukare Nikiema all'interno del suo pollaio, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

Alcuni animali dell'allevamento avicolo di Boukare Nikiema, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

Alcuni animali dell'allevamento avicolo di Boukare Nikiema, Ouagadougou, Burkina Faso, 29 luglio 2019

Secondo un proverbio cinese "il vero viaggiatore non sa dove sta andando”, ma Boukaré NIKIEMA sapeva bene dove stava andando.

Partito da Karpala, un quartiere periferico di Ouagadougou, un giorno dell'anno 2007, si è fermato con le sue valigie in Italia, a Monza, in cerca di una vita migliore.

Ma la motivazione principale della sua partenza per l’Italia era quella di unirsi alla sua compagna dell'epoca, un'italiana conosciuta a Ouagadougou e che nel frattempo era tornata in Italia per dare alla luce il loro bambino.

Dopo aver fatto diversi viaggi tra l'Italia e il Burkina Faso, per motivi familiari, Bouba, poiché è questo il diminutivo che la sua famiglia utilizza affettuosamente per chiamarlo, decide di stabilirsi stabilmente in Italia. Dopo alcuni lavori stagionali, ottiene il suo primo lavoro in un'azienda che opera nel settore dell'imballaggio alimentare. Per anni, Bouba moltiplica i lavori: da stagionali, a operaio in fabbrica, fino al lavoro in ambito sociale. Lasciando la sua famiglia d’origine, i suoi amici e sopratutto il suo lavoro come insegnante di scuola elementare, Bouba sperava in meglio per lui e la sua nuova famiglia. Ma le cose non sono andate come previsto; nel frattempo, le relazioni con la madre di suo figlio cambiano e l'idea iniziale di costruire una famiglia viene piano piano abbandonata. Dopo oltre 10 anni, la nostalgia del Burkina Faso si fa sempre più forte e l'idea di tornare inizia sempre più a prendere forma. Come detto da lui stesso: "Può sembrare strano che dopo anni in Italia scegliamo di tornare in un villaggio senza elettricità o acqua corrente, lasciando un lavoro retribuito e un ambiente di lavoro familiare”.

Ma questa è la scelta che Bouba ha preso. E cosa fare una volta rientrato? Creare un allevamento di polli è il suo progetto. Ma come farlo? 

Grazie al progetto "Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia - RASAD”, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Bouba lo sta facendo.

Boukaré NIKIEMA infatti è uno dei cinque migranti selezionati per il progetto pilota di rientro volontario portato avanti all’interno del progetto RASAD, che si inserisce nel quadro delle dinamiche di reinserimento socio-economico della diaspora burkinabé d’Italia. Aveva già partecipato ad formazione, prevista dal progetto, in microimpresa, tecniche agro-ecologiche e allevamento, a fine agosto 2018, appena rientrato a Ouagadougou. Con il  business plan alla mano aveva poi ricevuto il contributo a fondo perduto di € 1.500,00 per l’avvio dell’attività imprenditoriale autonoma, per l’acquisto di attrezzature, consulenza e/o manodopera, il 12 settembre 2018. Rispetto ai 7 polli iniziali, Bouba ha oggi nel suo pollaio più di 250 pulcini che crescono sotto la sua supervisione e quella del fratello, quando lui si reca in Italia. L'obiettivo di Bouba è raggiungere almeno 300 polli le cui uova possono essere rivendute e ampliare l’allevamento a piccoli ruminanti che venderà alle mense scolastiche e delle università, e a tutti i privati che ne faranno domanda. Per consentirgli di sviluppare le sue attività, Bouba ha richiesto anche un microcredito di 2.000 euro, previsto dal progetto, e consegnato dalla capo progetto RASAD e Rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e Mali, Raluca Denisa Savulescu, il 29 luglio scorso.

 

Tamat, attraverso il progetto RASAD, continuerà a sostenere i membri della diaspora burkinabé rientrati dall’Italia, per il loro reinserimento socio-economico nel loro territorio.

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